C'è una versione di questa valle che pochi visitatori vedono, ed è quella dei mesi freddi. Da ottobre in poi i luoghi si svuotano, le montagne intorno cominciano a imbiancarsi e la città torna al suo ritmo abituale. Chi cerca il silenzio trova qui la sua stagione.
I colori dell'autunno
Settembre e ottobre sono forse i mesi più fotogenici dell'anno. I boschi dei Monti Ernici e quelli del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise cambiano colore, e il contrasto con il verde del fondovalle e con l'azzurro del Liri regge il confronto con destinazioni ben più pubblicizzate. Le rive del Lago di Posta Fibreno, in questo periodo, hanno una luce che d'estate non hanno.
È anche la stagione in cui camminare è più piacevole: temperature basse, aria pulita, visibilità lunga. Le uscite verso Rocca Sorella o verso i sentieri del parco si affrontano senza il problema del caldo.
L'inverno e la montagna
D'inverno le cime si coprono di neve mentre il fondovalle resta verde: è l'immagine più caratteristica della zona in questi mesi. Le uscite in quota vanno però pianificate con attenzione — strade che possono essere chiuse, giornate corte, meteo che cambia in fretta — e chi non è attrezzato farà bene a limitarsi ai percorsi di fondovalle.
La tavola d'inverno
La cucina ciociara dà il meglio proprio in questi mesi. La polenta con il sugo di costine e salsicce, le sagne e fagioli cotti nel coccio, le zuppe: sono piatti che chiedono tempo e che d'estate nessuno cucina. Le sagre di paese autunnali sono l'occasione più diretta per assaggiarli nella loro versione tradizionale.
Dicembre e il Carnevale
Perché ottobre è il mese più fotogenico
Se si dovesse scegliere un solo mese per fotografare questa valle, sarebbe ottobre. I boschi dei Monti Ernici e quelli dell'area del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise virano, il fondovalle resta verde e il Liri conserva il suo colore: tre registri cromatici diversi nello stesso inquadratura, con un'aria più pulita di quella estiva che allunga la visibilità.
Le rive del Lago di Posta Fibreno, in questo periodo, hanno una luce che d'estate non hanno, e i camminamenti sono percorribili senza incontrare nessuno. È anche il momento in cui le salite — Rocca Sorella, i sentieri del parco — si affrontano nelle condizioni migliori dell'anno: temperature basse, terreno asciutto, giornate ancora sufficientemente lunghe.
L'inverno chiede programmi elastici
Da dicembre in poi il quadro cambia. Le uscite in quota vanno pianificate con attenzione: strade che possono essere chiuse, giornate corte, meteo che gira in fretta. Chi non è attrezzato faccia bene a limitarsi ai percorsi di fondovalle, che restano piacevoli e non richiedono nulla di particolare.
Il consiglio è di non fissare il programma in anticipo ma di decidere la mattina stessa, guardando il cielo. È il modo in cui si muove chi vive qui, ed è quello che funziona meglio anche per chi è di passaggio.
Una città che torna sé stessa
C'è infine una ragione meno misurabile ma più importante. Nei mesi freddi Sora smette di avere qualsiasi cosa da mostrare e torna a essere una città di provincia che vive per conto proprio: la passeggiata del pomeriggio, i bar pieni, le persone che si fermano a parlare per strada. Per chi cerca un posto vero invece di una destinazione, è la stagione giusta.
Dicembre ha le luci del centro e i presepi allestiti nelle chiese e nei borghi. A fine inverno arriva il Carnevale, che ogni anno riempie di colore le vie del centro di Sora e segna, di fatto, la fine della stagione fredda. Sono due appuntamenti che valgono da soli il viaggio per chi vuole vedere la città nella sua versione più partecipata.
Riscaldamento regolabile e bevande calde
Il B&B Piazza Noua 1831 è aperto anche nei mesi freddi: riscaldamento regolabile in camera, colazione inclusa e la zona giorno dove rientrare dopo una giornata all'aperto.