Il parco di Santa Chiara a Sora con gli alberi spogli della stagione fredda
Il parco di Santa Chiara a Sora — foto: Piecon · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Dicembre in Ciociaria ha una caratteristica che sfugge a chi la conosce solo d'estate: è il mese in cui i paesi si riempiono. Chi è partito per lavoro torna, le case chiuse riaprono, e i borghi che ad agosto sembravano turistici tornano a essere quello che sono — comunità.

Il centro di Sora d'inverno

La città in dicembre si illumina e la passeggiata del pomeriggio si accorcia ma si infittisce: si esce quando c'è ancora luce, si fa il giro delle vie centrali, ci si ferma per un caffè. È un ritmo che ha poco a che vedere con quello estivo, e che per chi arriva da fuori è più facile da seguire proprio perché tutto è concentrato in poche ore e in poco spazio.

Per chi dorme in centro, questo è il periodo in cui la posizione conta di più: con il buio presto e le temperature basse, non dover prendere l'auto per rientrare fa una differenza reale.

I presepi

La tradizione del presepe è forte in tutto il Lazio meridionale, e nei paesi intorno a Sora prende forme diverse: presepi allestiti nelle chiese, presepi artistici, rappresentazioni viventi organizzate dalle comunità locali. Sono iniziative che cambiano di anno in anno, gestite spesso da parrocchie e associazioni, e proprio per questo vanno verificate localmente.

Come informarsi: i calendari dei presepi e delle iniziative natalizie sono pubblicati dai singoli comuni e dalle parrocchie, di solito a partire da fine novembre. Non esiste un programma unico per tutta la zona.

Le montagne intorno

D'inverno le montagne che chiudono la valle — gli Ernici da un lato, l'area del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise dall'altro — si imbiancano, e il contrasto con il fondovalle verde è una delle immagini più belle della stagione. Anche senza salire, il panorama dalla città cambia completamente.

Chi vuole avvicinarsi deve però considerare che le strade di montagna in inverno richiedono attenzione e attrezzatura adeguata, e che alcune possono essere chiuse. Le uscite invernali vanno programmate con più margine di quelle estive.

Perché venire in dicembre

Il mese in cui i paesi si riempiono

C'è un fenomeno che chi visita la Ciociaria d'estate non vede: a dicembre i paesi tornano pieni. Questa è stata a lungo una terra di emigrazione, prima verso Roma e poi più lontano, e le feste sono il momento in cui chi è partito rientra. Case chiuse tutto l'anno riaprono, i bar restano affollati anche nel pomeriggio, per strada si incontrano famiglie intere.

Per un visitatore significa trovare una versione della zona molto più viva di quella che restituiscono i mesi di bassa stagione — e molto meno costruita per il turismo di quella estiva. È una differenza che si sente soprattutto nei paesi piccoli intorno a Sora.

Le montagne bianche e il fondovalle verde

L'immagine più caratteristica dell'inverno qui è il contrasto: le cime dei Monti Ernici e dell'area del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise coperte di neve, e il fondovalle che resta verde. Non serve salire per vederlo — dalla città il panorama cambia completamente rispetto all'estate.

Chi vuole avvicinarsi alla montagna deve però programmare con più margine del solito: le strade in quota richiedono attenzione e attrezzatura adeguata, alcune possono essere chiuse, e le giornate corte riducono la finestra utile. In dicembre e gennaio è saggio tenere programmi elastici e decidere la mattina stessa in base al meteo.

La tavola d'inverno

C'è infine una ragione gastronomica per venire in questi mesi. La cucina ciociara è fatta di preparazioni lunghe — polenta con il sugo di costine e salsicce, sagne e fagioli cotti nel coccio, zuppe — che d'estate semplicemente non si cucinano. Chi vuole conoscere questa cucina nella sua versione vera deve venire quando fa freddo.

Perché la zona non è pensata per il turismo di massa, e in bassa stagione questo diventa un vantaggio: si trova posto, si parla con le persone, si vedono i luoghi senza fila. La cucina invernale della Ciociaria — polenta, zuppe, piatti lunghi da cuocere — è poi quella che dà il meglio proprio in questi mesi.

Aperti anche d'inverno

Il B&B Piazza Noua 1831 ha aria condizionata e riscaldamento regolabili in ogni camera, e la zona giorno con le bevande calde: il posto giusto per rientrare da una giornata fredda.